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14 Febbraio e... il pranzo è servito!

Come ogni anno al  C.S.A. Bonora è stato organizzato il "Il Pranzo di San Valentino"per le coppie della Casa, invitando chi ha il proprio coniuge ospite nella struttura.

L'organizzazione ci ha coinvolto in tanti dagli Educatori ai Manutentori, dalla Cucina "Gusti&Sapori" alla Logopedista, dai Volontari agli Operatori, alcuni dei quali presenti anche durante il pranzo.

Il servizio di riabilitazione per la disabilità acquisita

IMG 1361Il giudizio è unanime: il Centro Disabili Motori "Il Laboratorio" di Camposampiero ha un respiro e un rilievo che va ben oltre l'Alta Padovana, e rappresenta senza dubbio un'eccellenza nell'area dei servizi per la disabilità acquisita, per l'intera Ulss 6.

"Un risultato - sottolinea Armando Mattesco, presidente di Nuova Vitala cooperativa che gestisce la struttura riabilitativa - che dobbiamo all'impegno, alla dedizione e alla preparazione professionale del personale, all'ausilio di strutture e apparecchiature moderne, sopratutto della "specificità" che ispiera il Centro". 

Bilancio di un progetto che favorisce la domiciliarità e coinvolge le risorse del terzo settore

Centri di Solievo: "nodo" della rete di servizi alla persona, a sostegno delle famiglie con persone malate di dimenza

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Fine anno, tempo di bilanci. Il terzo, per il "Centri Solievo" dell'Alta Padovana, chiamati a raccogliere i risultati ottenuti, a delineare gli obiettivi futuri, e soprattutto a confermare l'impegno di istituzioni e associazioni, di volontari e di cooperative nel sostenere le famiglie che hanno in casa persone con demenza in fase iniziale e nel cercare di rallentare il decadimento delle funzioni cognitive residue delle persone malate.

Attualmente nell'Alta padovana sono attivi sei centri. Ai tre, costituiti nel 2014 a Camposampiero, Curtarolo e San Martino di Lupari, si sono aggiunti quelli di Campodarsego, Cittadella e Tombolo, per un'attività che ha coinvolto 34 famiglie.

Inaugurazione 3C’era una volta, trentacinque anni fa, una piccola cooperativa che voleva allestire un proprio centro di cottura. Per finanziarlo, chiese aiuto al Cenasca, il centro della Cisl che si occupa delle cooperative autogestite. «Ci servirebbero 100 milioni di lire», spiegarono. «Bussai inutilmente alle porte delle banche locali», ricorda Armando Mattesco, che di quel sindacato era allora il segretario –, ma inutilmente». E non se ne fece nulla.

Vent’anni dopo, siamo nel 2004, la Casa di riposo Moretti Bonora decide di gestire direttamente la ristorazione interna, e cerca una cooperativa che si faccia carico della struttura e della sua gestione.